Wilson Joliet

It's Not Dark Yet.

domenica, luglio 03, 2005

La scomparsa di Wilson - 2

Il mondo cambiava, le mode cambiavano, le droghe cambiavano e nemmeno i giovani arrabbiati erano più gli stessi. Reagan al potere, la Tatcher era “il miglior uomo d’Inghilterra”.
Il mondo ricadeva a piombo nel fascismo e Wilson voleva che il suo omino aprisse gli occhi a tutti. Tutti, non i soliti attivisti e militanti dovevano capire che una forza malvagia stava timonando la razza umana verso la distruzione.
Wilson si chiuse in una camera de L’Hotel du Pelican di Parigi per due settimane, senza uscirne mai.
E quando la mattina del 12 maggio 1982 lasciò l’albergo sotto braccio teneva il manoscritto del testo che avrebbe potuto distruggere la forza malvagia che oggi vediamo prosperare.
Tramite il suo agente Horselover Fat, riuscì ad avere un appuntamento con Andrew Webber.
Webber conosceva Joliet di fama ed aveva una volta assistito alla messa in scena di un suo lavoro in un sordido tetrino Off-Off-Brodway (La strana ragazza di Mr.Tease) e davvero non riusciva a capire cosa potesse volere da lui un personaggio che tanto poco aveva a che fare con il suo lavoro.
Peparatosi ad un incontro di 5 minuti, Webber si vide comparire davanti un giovane smagrito, ben vestito ma arruffato, con i capelli sparati in aria e una strana luce negli occhi.
webber non rivelò mai cosa si dissero, dichiarò solo che Joliet parlava in tono pacato, calmo e gentile e che le sue parole incantavano come la musica del pifferaio di Hamelin.
Dopo un quaro d’ora la segretaria di Webber ebbe l’ordine di annullare ogni altro appuntamento per quel giorno.

(continua...)